Sintesi della riunione degli stakeholder EMA 3Rs, 31 marzo 2026

Un sistema in trasformazione — ma non ancora trasformato

Segnali concreti, nodi aperti e prospettive dalla riunione 2026 degli stakeholder 3Rs dell’EMA

Questo documento offre una sintesi ragionata della riunione annuale degli stakeholder 3Rs dell’European Medicines Agency (EMA), svoltasi il 31 marzo 2026. A partire dagli appunti condivisi dalla coalizione europea European Coalition to End Animal Experimentation (ECEAE), di cui OSA fa parte, sono stati ricostruiti i principali contenuti emersi, integrandoli con spiegazioni, chiarimenti e alcune valutazioni critiche.

Il quadro che ne emerge è quello di un settore in movimento: da un lato si registrano segnali concreti di apertura verso metodi alternativi alla sperimentazione animale (NAM, Nuovi Approcci Metodologici), con nuove consultazioni, revisioni di linee guida e iniziative regolatorie; dall’altro persistono lentezze, resistenze e nodi irrisolti, a partire dalla stessa definizione di NAM, che non è una questione semantica ma politica e regolatoria, perché orienta il tipo di cambiamento. La possibilità di intenderli come semplici “innovative test method” oppure come approcci per “replace, reduce or refine animal testing” apre infatti a interpretazioni molto diverse: includere tra i NAM anche approcci che si limitano a ridurre o affinare l’uso animale rischia di legittimare la sua prosecuzione, invece di promuoverne il replacement, la sua reale sostituzione.

Particolare rilievo assumono alcuni sviluppi chiave, come il possibile utilizzo di controlli virtuali, i progetti pilota per favorire l’uso dei NAM, la revisione di test obsoleti e, soprattutto, nuovi dati scientifici che mettono in discussione requisiti storici come quello dell’uso di due specie animali negli studi tossicologici.

Nel complesso, il report restituisce un’immagine realistica e aggiornata: non una transizione già compiuta, ma un passaggio delicato verso un modello di ricerca e regolazione sempre meno dipendente dagli animali, in cui le opportunità di cambiamento sono concrete, ma ancora oggetto di confronto e negoziazione – con un elemento rilevante: anche l’industria sta spingendo per il cambiamento, non solo le ONG.

Una reale convergenza tra regolatori, industria, accademia e ONG sarà faticosa, ma decisiva.

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