Dalla ricerca animale ai NAMs: una transizione necessaria per la scienza

Un recente articolo pubblicato su Alternatives to Laboratory Animals da Lauren Hope e Jarrod Bailey (2025) affronta in maniera critica i limiti della sperimentazione animale e propone una strada concreta per accelerare l’adozione di metodologie innovative centrate sull’uomo, ovvero i New Approach Methodologies (NAMs). Il lavoro analizza le differenze genetiche e fisiologiche tra animali e umani, i fattori che riducono la validità dei dati ottenuti sugli animali e gli ostacoli che ancora frenano la diffusione dei NAMs.

Per secoli gli animali sono stati impiegati negli esperimenti scientifici per la loro somiglianza genetica e fisiologica con l’uomo. Tuttavia, differenze profonde tra specie hanno spesso minato la validità dei risultati. Questo limite è evidente in un dato allarmante: oltre il 92% delle nuove terapie fallisce negli studi clinici, nonostante siano sembrate promettenti negli animali. Le conseguenze sono enormi, sia sul piano economico (con costi medi di sviluppo che raggiungono miliardi di dollari) sia sul piano della salute umana, poiché potenziali cure possono essere scartate prematuramente. Inoltre i volontari delle fasi cliniche vengono esposti al rischio di sperimentare effetti avversi anche gravi, che spesso passano inosservati negli animali.

Perché i modelli animali non sono affidabili

Le discrepanze emergono a diversi livelli:

  • Genetico e molecolare: piccole variazioni in geni chiave (ad esempio gli enzimi del citocromo P450) possono cambiare radicalmente il metabolismo dei farmaci.
  • Fisiologico: differenze in cuore, cervello, sistema immunitario o tratto gastrointestinale limitano l’applicabilità dei dati.
  • Ambientale e comportamentale: la vita in laboratorio sottopone gli animali a stress cronici che alterano parametri biologici, introducendo ulteriore variabilità nei risultati.

Anche negli studi con primati non umani, spesso considerati i modelli più vicini all’uomo, le divergenze in metabolismo, immunologia e progressione delle malattie riducono l’attendibilità dei dati.

Le Nuove Metodologie Sperimentali (NAMs)

La ricerca scientifica sta sviluppando alternative focalizzate sulla biologia umana, note come New Approach Methodologies (NAMs), che includono:

  • Modelli in silico: simulazioni computazionali e predittive basate su grandi set di dati.
  • Modelli in vitro tridimensionali: come organoidi, sferoidi e sistemi organ-on-a-chip, capaci di riprodurre microambienti e funzioni umane.
  • Multi-organ-on-a-chip: piattaforme che integrano più organi in miniatura per studiare interazioni complesse, effetti collaterali e migrazione cellulare.

Queste tecnologie hanno dimostrato maggiore capacità predittiva rispetto ai modelli animali in diversi ambiti, dalla tossicologia al cancro, fino alle malattie neurodegenerative.

Le barriere all’adozione dei NAMs

Nonostante le potenzialità, la diffusione dei NAMs incontra diversi ostacoli:

  • Affidabilità percepita: alcuni ricercatori diffidano di metodi ancora relativamente nuovi.
  • Bias nelle pubblicazioni: le riviste talvolta richiedono dati “di conferma” ottenuti su animali, scoraggiando studi esclusivamente basati su NAMs.
  • Scarsità di fondi: la ricerca animale riceve ancora finanziamenti maggiori, sebbene il sostegno ai NAMs stia crescendo.
  • Mancanza di standardizzazione: la validazione regolatoria richiede metodi uniformi e condivisi, ancora in fase di sviluppo.

Come accelerare il cambiamento

Il lavoro sottolinea quattro pilastri fondamentali per la diffusione dei NAMs:

  1. Conoscenza – formazione e diffusione di competenze, inclusa l’educazione dei giovani ricercatori.
  2. Finanziamenti – maggiori risorse dedicate allo sviluppo e alla validazione di NAMs.
  3. Collaborazione – sinergia tra accademia, industria e istituzioni regolatorie.
  4. Standardizzazione e approvazione normativa – sviluppo di linee guida comuni e banche dati accessibili a livello internazionale.

Conclusione

La dipendenza storica dai modelli animali sta mostrando i suoi limiti. Per garantire risultati più affidabili, economici ed eticamente sostenibili, la ricerca deve orientarsi con decisione verso i NAMs. Superare le barriere di finanziamento, formazione, validazione e pubblicazione è la chiave per una scienza più predittiva e realmente centrata sull’uomo.

Per approfondire leggi l’articolo originale:

Hope L, Bailey J. Breaking down the barriers to animal-free research. Alternatives to Laboratory Animals. 2025;53(4):215-231. doi:10.1177/02611929251349465