Perché la maggior parte dei modelli animali è destinata a fallire

L’industria farmaceutica è nel mezzo di una crisi di produttività e i tassi di trasferimento dei risultati dal laboratorio alla pratica clinica sono bassi. I pazienti sono delusi dall’attuale sistema di scoperta dei farmaci; delle 1000 differenti malattie che colpiscono l’uomo, solo per una minoranza di esse esistono dei trattamenti efficaci approvati e molti di questi causano reazioni avverse. Una ragione importante di tale insuccesso nel trasferimento dei risultati è stata attribuita all’incapacità dei modelli animali di prevedere l’efficacia e la sicurezza dei farmaci nella pratica clinica, cioè nei pazienti umani. I tentativi di spiegare questo fallimento si sono concentrati su problemi di “validità interna” negli studi preclinici su animali (ad es. disegni sperimentali o metodi di ricerca scadenti, mancanza di misure per controllare i bias). Tuttavia, si è discusso meno di un altro fattore chiave che influenza il trasferimento dei risultati, vale a dire la validità esterna dei modelli animali nella fase pre-clinica. La validità esterna è la misura in cui i risultati della ricerca derivati ​​​​in un determinato contesto, popolazione o specie possono essere applicati in modo affidabile ad altri contesti, popolazioni e specie, nel caso specifico la misura in cui i risultati ottenuti dai modelli animali possono essere generalizzati ai pazienti. Questo articolo sostiene che il trasferimento affidabile dei risultati dagli animali all’uomo si verificherà solo quando gli studi preclinici sugli animali saranno validi sia internamente che esternamente. Gli autori esaminano diversi aspetti chiave che incidono sulla validità esterna nella ricerca preclinica sugli animali, inclusi i campioni animali non rappresentativi, l’incapacità dei modelli animali di modellare la complessità delle condizioni umane, la scarsa applicabilità dei modelli animali alle situazioni cliniche e le differenze tra specie. L’articolo suggerisce che mentre alcuni problemi di validità esterna possono essere superati migliorando i modelli animali, il problema della differenza tra specie non potrà mai essere superato e minerà sempre la validità esterna e quindi la traduzione affidabile dei risultati verso i pazienti umani.

Gli autori concludono affermando che i modelli animali non potranno mai essere completamente validi a causa delle incertezze introdotte dalle differenze di specie. Anche qualora si spendessero i prossimi decenni nel cercare di migliorare la validità interna ed esterna dei modelli animali, la rilevanza clinica di tali modelli, alla fine, migliorerebbe solo entro certi limiti. Questo perché le differenze di specie continuerebbero a rendere inaffidabile l’estrapolazione dei risultati dagli animali all’uomo. Gli autori suggeriscono inoltre che per migliorare la traduzione clinica e in definitiva avvantaggiare i pazienti, la ricerca dovrebbe concentrarsi invece su metodi e tecnologie di ricerca rilevanti per l’uomo.

Articolo originale:

Pound P, Ritskes-Hoitinga M. Is it possible to overcome issues of external validity in preclinical animal research? Why most animal models are bound to fail. J Transl Med. 2018;16(1):304. Published 2018 Nov 7. doi:10.1186/s12967-018-1678-1

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6223056/